Aggressività verso i professionisti

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La chiara fotografia dello scenario delle aggressioni nei confronti dei professionisti assistenti sociali è stata fatta attraverso una ricerca del 2017, promossa dal Consiglio Nazionale Assistenti Sociali e realizzata in collaborazione con alcuni Consigli regionali e la Fondazione Nazionale Assistenti Sociali, che ha interessato un campione di 22.112 colleghi e colleghe.
Dai dati raccolti è emerso che solamente un assistente sociale su dieci non ha mai ricevuto minacce nella propria carriera lavorativa e l’88,2% è stato direttamente oggetto di violenza verbale, mentre il 61% ha assistito a episodi di violenza verbale nei confronti di un collega. Inoltre,  l’11,2% ha subito danni a beni o proprietà riconducibili all’esercizio della professione e il 35,8% ha temuto per la propria incolumità o quella di un familiare a causa del proprio lavoro.
Negli anni, anche l’Ordine degli Assistenti Sociali delle Marche ha raccolto numerose segnalazioni relative ad aggressioni verso assistenti sociali nei luoghi di lavoro e, Consiglio dopo Consiglio, resta sempre ferma la volontà di promuovere una immagine corretta e reale del nostro lavoro, come azione preventiva, e di sollecitare la sicurezza nei luoghi di lavoro nonché una formazione adeguata e un’organizzazione dei Servizi e dei carichi di lavoro rispettosa dei professionisti e della professione stessa.

Scheda di segnalazione

Il sistema di monitoraggio del fenomeno della violenza rivolta verso gli assistenti sociali è stato ulteriormente implementato a seguito della ricerca sopra riportata e attraverso la costituzione di un tavolo di lavoro dedicato. Inoltre, è stata elaborata una scheda tramite cui ogni iscritto può riportare gli elementi dell’episodio di violenza subita o assistita in quanto assistente sociale, così da costruire in modo omogeneo e completo la segnalazione scritta e con il fine di facilitarne la comunicazione al datore di lavoro e la denuncia all’Autorità Giudiziaria.
L’obiettivo dello strumento della scheda di segnalazione di cui sopra non è quello di sostituirsi agli organi preposti alla sicurezza sui luoghi di lavoro, bensì di mantenere l’attenzione sul fenomeno dell’aggressività verso i professionisti, disponendo di dati statistici costantemente aggiornati e sollecitando una presa di coscienza concreta e reale da parte di tutti i soggetti istituzionali e gli attori coinvolti. Inoltre, le azioni preventive e di constatazione sono rivolte, in una prospettiva globale e organica, anche all’individuazione e alla condivisione di strategie atte a fronteggiare il fenomeno e ad offrire uno strumento concreto agli assistenti sociali. 
La scheda di segnalazione, dal 2019, è inserita nell’area riservata, così da renderla accessibile e collegarla al profilo professionale di ciascun iscritto.
La compilazione è prevista sia dal destinatario della violenza che da chi vi assiste.
A conclusione della compilazione, con l’invio, la scheda sarà trasmessa al CNOAS e al Consiglio Regionale di appartenenza dell’iscritto. Inoltre, il documento, una volta salvata, potrà essere allegato alla segnalazione al datore di lavoro e/o alla formale denuncia/querela.
II CROAS, ricevuta la scheda, potrà contattare l’iscritto e valutare insieme le eventuali azioni più opportune da intraprendere come, a titolo di esempio, l’elaborazione di un comunicato stampa da diffondere sui canali ritenuto opportuni ovvero il coinvolgimento di un rappresentante dell’Ordine in una riunione di servizio dedicata oppure l’affiancamento in una richiesta di incontro con Sindaco/Assessore/Dirigente/Responsabile del Servizio o, comunque, quello che di accordo si riterrà necessario.

Vademecum

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali, rispetto al tema dell’aggressività nei confronti dei professionisti, si è posto anche l’obiettivo di suggerire agli iscritti all’Albo degli Assistenti Sociali ed ai loro datori di lavoro tutte le iniziative legali da intraprendere nell’ipotesi in cui dovessero essere resi destinatari di azioni aggressive o minacciose durante lo svolgimento della propria attività professionale.
Alla luce di quanto sopra è stato predisposto un vademecum utile per riconoscere eventuali azioni illecite ovvero un’azione violenta o minacciosa e per mettere in atto tempestivamente quanto previsto dalla normativa vigente teso ad assicurare l’incolumità personale del professionista e la punizione del colpevole nonché per agire in giudizio mediante la costituzione di parte civile, al fine dell’ottenimento di un risarcimento dei danni patiti.
Per approfondimenti specifici sul tema si rimanda al sito dell’Ordine Nazionale degli Assistenti Sociali, sezione “Rischio professionale”.

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Ultimo aggiornamento: 18/02/2025, 18:09

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